Inserito da: Iride | Gennaio 30, 2008

Consigli per allungare la vita a Ubuntu

Tux Anziano

Una tra le cose peggiori che può capitare alla nostra distribuzione funzionante è essere costretti a formattare e a rimettere tutto perché qualche operazione incauta ci ha portato in una situazione critica, dalla quale non sappiamo più liberarci.

In generale esiste quasi sempre un metodo per rimettere le cose al loro posto (il live cd nei casi più gravi si dimostra molto utile), ma spesso non abbiamo la competenza necessaria e non riusciamo a trovare in rete una soluzione che funzioni anche per il nostro caso.

Cercare di evitare queste situazioni è il primo passo per risparmiare ore perse nel tentativo di rimediare all’errore. Troppo spesso digitiamo senza preoccupazioni comandi da superutente o modifichiamo file di configurazione, senza sapere cosa stiamo facendo.

Ecco alcune semplici regole che forse daranno alla nostra Ubuntu qualche giorno di vita in più:

1. Tutto da utente, superutente solo quando serve.

Finché lanciamo comandi da semplice utente siamo sicuri che gli effetti della nostra azione si ripercuoteranno soltanto su di noi e non sull’intero sistema.

Se abbiamo bisogno di leggere un file di configurazione (sotto /etc per esempio) è molto probabile che da utente avremo già i permessi necessari. Il fatto di non poter modificare il file ci rende sicuri che i continui litigi con il vi non porteranno a nessuna conseguenza.

Quando dobbiamo installare un programma direttamente dai sorgenti, posizioniamo l’archivio compresso in una nostra cartella. I comandi per estrarre, il ./configure e il make possiamo lanciarli da utente. Solo quando tutte queste operazioni sono andate a buon fine, digitiamo l’ultimo make install con sudo davanti.

Se non siamo sicuri di avere i permessi per fare un’operazione, lanciamola ugualmente da utente. Meglio ricevere un avviso con scritto “Permesso negato” piuttosto che compiere qualche azione irrimediabile.

2. Evitiamo di loggarci da superutente.

In molti abbiamo l’abitudine di loggarci subito da superutente per compiere qualsiasi operazione di amministrazione del sistema. Questo non è un errore, perché solo il superutente ha i permessi per compiere certe operazioni, ma così facendo ogni riga lanciata da terminale sarà eseguita senza limitazioni. In genere cerchiamo di anteporre sudo ai comandi che necessitano dell’utente root rimanendo loggati come utente.

3. Facciamo sempre una copia di backup.

Se dobbiamo modificare un file di configurazione, preoccupiamoci sempre di avere una copia di riserva che possiamo ripristinare. Lanciamo prima un

cp file_da_modificare file_da_modificare.bak

4. Eseguiamo i comandi con l’opzione --verbose

Un comando che non mostra a terminale quello che sta facendo non è controllabile. Cerchiamo di leggere a video i passi del programmi lanciando le applicazioni con l’opzioni -v o --verbose. In questo modo avremo la possibilità di bloccare una esecuzione che non ci convince con Ctrl-c.

5. RTFM

Diamo sempre un’occhiata al manuale del comando prima di lanciarlo con opzioni esoteriche trovate in rete.

6. Pensiamo a cosa stiamo facendo

Anche se questo sembra il consiglio più scontato, cerchiamo di ragionare su quello che stiamo facendo. Inutile installare i driver di una scheda video che non è la nostra oppure cercare di modificare a mano file di configurazione generati automaticamente. Non sapere cosa stiamo facendo è la prima fonte di errore.

In genere non è facile mantenere una distribuzione funzionante, cerchiamo almeno di non farci del male da soli.


Risposte

  1. Complimenti per gli articoli.
    Penso saranno utili a molte persone che si avvicinano con timore alla Ubuntu.

    BRAVO!

  2. Vogliamo articoli più tennnici!!

  3. uff questo articolo ha troppi pochi commenti
    e si’ che l’autore dice cose sensate che condivido pienamente

    aggiungo solo un piccolo tennicismo per pix, i file di backup chiamiamoli file~ invece di file.bak :D

    ps. io in effetti mi loggo sempre da root quando devo fare cose rootose (ho evitato abilmente il verbo rootare.. in quanto si potrebbe facilmente confondere con routare, “instradare pacchetti”!)

    saluti!

  4. Posso consigliare anche di fare backup regolari, senza doversi ricordare di fare le copie a mano? Salvando semplicemente la /home e /etc si ha praticamente tutto per non doversi disperare in caso di danni! :-)

    Io uso rsnapshot, per me è la soluzione migliore in assoluto (dal punto di vista concettuale, fa esattamente quello che vorrei che un backup facesse).
    Se volete ho descritto su
    http://saverio.bolognani.googlepages.com/backupinlinux
    come si può fare il tutto!

    Spero di essere stato un po’ d’aiuto!
    Ciao ciao!
    Saverio


Lascia un commento

La tua risposta:

Categorie